Trieste: affrontare le sfide della fisica attraverso lo studio del cosmo

Vincenzo Senzatela

TRIESTE CITTÀ DELLA CONOSCENZA- «Se noi siamo qui, se ci sono i corpi celesti, le galassie e le stelle è perché queste strutture hanno assunto una certa forma, e questa forma è stata forgiata dalle leggi fondamentali della fisica, che hanno prodotto entità che sono oggi tra i più grandi misteri della scienza come l’energia e la materia oscura. Per le nuove generazioni di studiosi, e per i ricercatori dell’IFPU, fare luce sulla loro natura e la loro essenza sarà una sfida appassionante».

Questo il commento che George Ellis, grande scienziato e professore emerito di Matematica Applicata presso l’Università di Città del Capo, ha rilasciato in vista dell’istituzione dell’IFPU (Institute for Fundamental Physics of the Universe).

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Quanto sono sostenibili i processi produttivi?

Luisa Alessio

RICERCANDO ALL’ESTERO – Tutte le attività umane hanno un certo impatto sull’ambiente e modificano non solo il paesaggio che ci circonda, ma l’economia e l’organizzazione sociale e culturale. Per valutare le condizioni e lo stato di salute del sistema ambiente si possono usare gli indicatori di sostenibilità.

Dario Caro, il nuovo protagonista della nostra rubrica Ricercando all’Estero, si occupa di indicatori di sostenibilità ambientale nell’ambito dei processi produttivi, sia a livello mondiale che nazionale, regionale o di singolo prodotto. La sua ricerca alla Aarhus Universitet è importante per sviluppare dinamiche produttive che diano benefici nel presente e, soprattutto, non vadano a compromettere i benefici delle generazioni future.

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L’HIV in Africa, 30 anni dopo

Cristina Da Rold

APPROFONDIMENTO – Giampietro Pellizzer è un medico infettivologo, prestato in più occasioni a Medici con l’Africa Cuamm, uno di quelli che l’AIDS l’ha visto “nascere”, dalla fine degli anni Ottanta, e mettere in ginocchio un continente.

Due decenni di studio, progetti, strategie e negoziazioni con le realtà locali lo hanno convinto di una cosa: la principale sfida che dobbiamo affrontare per sconfiggere definitivamente l’HIV è ancora oggi strutturare delle strategie per portare i servizi alle persone, non solo aspettare le persone nei centri sanitari.

L’aspetto sociale dell’HIV resta importante: il virus è ancora circondato da profondo stigma. Rasheedhrasheed CC BY-SA 4.0

È il punto di partenza per porre le basi di una strategia di controllo concreta della malattia: convincere le persone a fare il test per l’HIV. Il primo degli obiettivi della strategia 90-90-90 delle Nazioni Unite per sconfiggere l’AIDS è fare in modo che entro il 2020 almeno il 90% della persone con HIV abbia fatto lo screening.

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Una nuova conferma delle bizzarrie del mondo quantistico

Nel 2005, uno studente che lavorava nel laboratorio del fisico dei fluidi Yves Couder a Parigi scoprì per caso che piccole gocce di olio rimbalzavano quando erano deposte sulla superficie di un bagno d’olio vibrante. Inoltre, rimbalzando, iniziavano a saltellare per tutta la superficie del liquido. Couder capì presto che le goccioline stavano “facendo surf sulla propria onda”, come disse lui: mentre rimbalzavano sollevavano un’onda e poi venivano spinte dai bordi inclinati dell’onda stessa.

Mentre le osservava, Couder si accorse che le goccioline incarnavano esattamente una visione pionieristica, e in gran parte dimenticata, del mondo quantistico formulata dal fisico francese Louis de Broglie.

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Rifiuti, un grave problema

Produciamo troppi rifiuti, spesso inutili. Non facciamo una raccolta differenziata adeguata. Finisce tutto in discarica. Non abbiamo impianti per il trattamento e la termovalorizzazione dei rifiuti. Gli impianti all’estero, dove da anni mandiamo la nostra ‘rumenta’ sono ormai saturi, e i costi stanno salendo.

Risultato? I rifiuti si accumulano e poi scoppiano incendi, come quello di ieri a Milano (come riportato da La Stampa a questo link). Magari non è incendio doloso come suggerisce l’articolo, ma comunque è un grave problema ecologico per chi vive in quella zona (e non solo).

Ma potrebbe anche esserlo, doloso. Con i prezzi per lo smaltimento che salgono, le sempre maggiori difficoltà a trovare canali adeguati, gente senza scrupoli può facilmente ‘far cadere’ un fiammifero acceso e liberarsi del problema. Oppure scavare un buco da qualche parte e riempirlo con quello che più gli costa smaltire, e chissenefrega se magari sotto c’è la falda acquifera dell’acquedotto…

Occorrerebbe mettere assieme un elenco di cose:

  • maggiore senso civico
  • una raccolta differenziata ben fatta
  • controlli seri, e non solo formali, sulle ditte di smaltimento
  • costruire in Italia gli impianti di trattamento e termovalorizzazione che ci servono

Vogliamo rimboccarci le maniche e iniziare?

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Il senso del cervello per i visi umani

Al di là delle spiccate abilità di quelli che “non dimenticano mai una faccia”, anche le persone comuni possono contare su una buona capacità di ricordare i volti. Sono infatti in media ben 5000  i visi che ciascuno di noi può potenzialmente riconoscere, secondo quanto afferma un nuovo studio pubblicato su “Royal Society Proceedings B” da un gruppo di psicologi dell’Università di York, nel Regno Unito, guidati da Rob Jenkins. Il risultato servirà anche per creare una sorta di “vocabolario dei visi” che potrebbe essere servire come termine di confronto per i sistemi automatici di riconoscimento facciale, sempre più utilizzati a fini di sicurezza.

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Quando anche una piuma provoca dolore

I meccanismi molecolari alla base di un intenso dolore che emerge in seguito a un tocco anche molto leggero, una condizione patologica detta allodinia meccanica, sono stati individuati da due gruppi indipendenti di ricercatori che ne riferiscono in altrettanti articoli pubblicati su “Science Translational Medicine”.

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