Peseremo stelle e prosciutto con il nuovo kg

Piero Bianucci

Dal 20 maggio 2019 in tutto il mondo entreranno in vigore nuove definizioni di quattro unità di misura fondamentali: il kilogrammo, l’ampere, il kelvin e la mole. Cioè le unità di massa/peso, corrente elettrica, temperatura e quantità di materia. La decisione finale si prende in queste ore a Parigi, dove sta per concludersi il 26° meeting della Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure (Versailles, 13-16 novembre 2018), con la partecipazione dei 60 Paesi che vi aderiscono.

A livello formale, la revisione riguarda anche il metro, il secondo e la candela. Tutte le sette unità di misura del Sistema Internazionale sono dunque coinvolte da questa rivoluzione, che sarà poco percepibile nella nostra vita quotidiana immediata ma di grande portata per il mondo della scienza e della tecnologia, e quindi per il futuro di tutti noi.

E’ una svolta epocale, paragonabile a quella che alla fine del Settecento vide nascere dalla rivoluzione francese la prima unificazione delle misure a partire da quella di lunghezza, il metro. Ed è un tema che riguarda anche, e forse soprattutto, i rapporti politici internazionali, la pacifica convivenza tra i popoli e la stessa democrazia. Tutto ciò a partire da una idea che possiamo definire filosofica: l’universalità delle leggi di natura.

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BepiColombo verso Mercurio

Veronica Nicosia

SPAZIO – Solo due sonde sono arrivate fino a Mercurio, il pianeta più interno del nostro Sistema solare. Mariner 10 e Messenger, due missioni della NASA, hanno fornito importanti dati e immagini del pianeta più vicino al Sole e meno esplorato, ma ora a rispondere alle domande sulla sua natura arriva una nuova missione. Lo scorso 19 ottobre la sonda BepiColombo, frutto della collaborazione tra Agenzia spaziale Europea (ESA) e agenzia spaziale giapponese JAXA, è stata lanciata. Una missione che studierà non solo la composizione del pianeta, ma anche la geofisica, l’atmosfera e la magnetosfera per svelarne la storia nel sistema solare. Per raggiungere un così ambizioso obiettivo, due orbiter lavoreranno in sinergia: il Mercury Planet Orbiter (MPO) dell’ESA mapperà il pianeta, mentre il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO) realizzato dalla JAXA indagherà la sua magnetosfera.

Crediti immagine: ESA/ATG medialab/NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington

L’Europa e il Giappone per la prima volta nella loro corsa allo spazio puntano i riflettori su Mercurio, i cui ultimi dati risalgono ormai al 18 marzo 2011 quando la sonda Messenger si schiantò sul pianeta dopo aver preso per oltre 4 anni dati e scattato immagini ravvicinate. Prima di lei, nel 1974, solo la Mariner 10 era arrivata fino al pianeta più vicino al Sole. E proprio questa vicinanza rende la missione particolarmente complicata. Le sonde e i loro strumenti a bordo dovranno non solo gestire gli sbalzi termici che all’equatore del pianeta vanno da meno 180 gradi a quasi 450 gradi Celsius, ma anche la radiazione diretta del Sole e soprattutto l’attrazione gravitazionale che esso esercita e che potrebbe creare difficoltà per la loro entrata nell’orbita stabilita dalla missione.

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Pinneggiando nei mari italiani

Gabriele Vallarino

LIBRI – La scienza in tasca, a portata di smartphone: con la app Pinneggiando disponibile per i sistemi operativi Android e Ios, basta cliccare sulla voce “Dove sono” per conoscere i vegetali e gli animali della località marina in cui ci si trova. Nata nel 2013 da un’idea di Maria Paola Ferranti e Marco Bertolino – biologi marini dell’Università di Genova – l’applicazione in duplice versione, italiana e inglese, sta riscuotendo un notevole successo. Sono già più di 4mila i download e tantissimi gli appassionati del mare, dai subacquei agli studenti e ai docenti universitari, ad averla scelta come punto di riferimento.

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Cerchi nel grano: da progetto artistico a fenomeno globale

Gianluca Liva

Un cerchio nel grano in Svizzera. Fotografia di Jabberocky, Wikimedia Commons.

È ormai comprovato che i cerchi nel grano – le grandi figure geometriche realizzate appiattendo le piante dei campi coltivati – non siano altro che l’opera dell’essere umano e non di un’entità aliena inafferrabile o di misteriosi fenomeni atmosferici. Nonostante ciò, a più di 40 anni dalla loro comparsa, ci sono ancora gruppi di persone che credono che i cerchi nel grano abbiano un’origine “alternativa” a quella umana. È curioso pensare come un fenomeno così radicato nell’immaginario di mezzo mondo sia, in sostanza, il frutto di una delle migliori burle del Ventesimo secolo.

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Spiando ai bordi del buco nero della Via Lattea

Per la prima volta, gli scienziati hanno notato “qualcosa” che oscilla intorno al buco nero al centro della nostra galassia. Le misurazioni suggeriscono che questa entità – forse fatta di ammassi di plasma – sta girando non lontano dall’orbita più interna consentita dalle leggi della fisica.

Se così fosse, permetterebbe agli astronomi di osservare ancora più da vicino il “gioco di specchi” spaziotemporale che circonda un buco nero. E col tempo ulteriori osservazioni potranno dirci se le leggi fisiche conosciute descrivono veramente ciò che sta succedendo al confine in cui lo spazio-tempo si rompe.

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Ecco perché lo shock anafilattico è rapido e violento

Rash cutaneo, difficoltà di respirazione, abbassamento della pressione e tachicardia (o, in una minoranza di casi, bradicardia). Sono questi i sintomi dell’attacco anafilattico, una brusca reazione allergica dell’organismo che può mettere a repentaglio la vita del soggetto.

Ora sulla rivista “Science” un gruppo di ricercatori della Duke-National University of Singapore spiega perché questa reazione generalizzata avviene in modo così rapido e violento. Il risultato è emerso da una ricerca sperimentale che ha avuto come oggetto il sistema immunitario di topi di laboratorio.

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Un nuovo paradigma per il ciclo cellulare

La replicazione cellulare – il processo con cui una cellula si divide – richiede l’attivazione di una lunga serie di meccanismi, che devono essere tutti attentamente coordinati nel cosiddetto “ciclo cellulare”.

Finora si riteneva che queste attività si svolgessero in modo sostanzialmente sequenziale. Ma ora uno studio internazionale condotto tra Milano, Parigi e Santa Fe da un piccolo gruppo di ricercatori italiani mostra che il ciclo cellulare si può svolgere secondo una modalità differente, che ricorda in qualche modo la produzione industriale just in time, in cui una merce viene prodotta solo quando è disponibile un compratore. Ciò implica che alcune attività all’interno della cellula devono essere eventualmente sospese per aspettare il completamento di altre.

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