Geolocalizzazione

Tempo fa avevo scritto dei sistemi di geolocalizzazione di emergenza: https://bufole.blogspot.com/2019/08/geolocalizzazione.html

Il sistema europeo EENA, che doveva essere operativo in tutta Europa entro dicembre 2020, in Italia non è ancora disponibile: https://eena.org/our-work/eena-special-focus/advanced-mobile-location/

In compenso si sta lentamente diffondendo ‘112 where are u’: https://where.areu.lombardia.it/index.html

Speriamo che la diffusione continui…

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A che punto è l’Italia con lo smaltimento dei rifiuti nucleari

Dal sito OPENPOLIS

Il 5 gennaio 2021 Sogin, l’azienda pubblica italiana che ha il compito di smantellare le centrali e di mettere in sicurezza le scorie nucleari, ha pubblicato la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee al deposito dei rifiuti nucleari (Cnapi).

Un documento che riporta il tema nel dibattito pubblico a dieci anni di distanza dall’ultimo referendum sul nucleare del 2011, quando la maggioranza dei cittadini votò per non riattivare le centrali. Un risultato che confermava quello del primo referendum sul tema, nel 1987. In quella occasione, anche in seguito al drammatico incidente di Chernobyl, gli italiani votarono per la chiusura delle centrali, attive nel paese dal 1962. Segnando così la fine della produzione di energia nucleare in Italia.

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COVID-19 – Effetti collaterali

Di Jeff Tollefson

In sintesi: gli effetti della pandemia COVID-19 nel 2020 includono un calo di emissioni di CO2 pari al 6.4% a livello globale, e del 13% negli USA.

Questo calo è inferiore a quanto previsto dai climatologi e ovviamente si prevede che le emissioni di biossido di carbonio torneranno a salire non appena la pandemia ci darà tregua.

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An airport departures hall, with no people.
The aviation sector was hit hard by the pandemic in 2020, contributing to decreases in global carbon emissions. Here, Logan International Airport in Boston, Massachusetts, is empty on 27 November 2020, when it would normally be full of Thanksgiving travellers.Credit: Erin Clark/The Boston Globe via Getty

After rising steadily for decades, global carbon dioxide emissions fell by 6.4%, or 2.3 billion tonnes, in 2020, as the COVID-19 pandemic squelched economic and social activities worldwide, according to new data on daily fossil fuel emissions. The decline is significant — roughly double Japan’s yearly emissions — but smaller than many climate researchers expected given the scale of the pandemic, and is not expected to last once the virus is brought under control.

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Coronavirus: un problema anche dare un nome

Di Ewen Callaway

In sintesi: si scoprono continuamente nuove varianti del coronavirus SARS-CoV-2, e alcune di queste possono essere preoccupanti. Sta diventando un problema anche trovare un modo per denominare queste varianti in modo strutturato, sia per poterle definire meglio dal punto di vista epidemiologico che per evitare di associare una variante a una nazione specifica.

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A health worker writes name of a person on a tube after collecting swab sample for COVID-19 test, India.
New variants of the coronavirus SARS-CoV-2 are being identified around the world.Credit: David Talukdar/NurPhoto/Getty

Would a virus by any other name spread so fast? As scientists identify more and more potentially worrying variants of the coronavirus SARS-CoV-2, they are grappling with just what to call them. At a 12 January World Health Organization (WHO) meeting devoted to coronavirus variants, health officials and researchers started hashing out a new naming system.

“I think all of us are becoming very confused by the different variant names,” said Maria Van Kerkhove, an infectious-disease epidemiologist and COVID-19 technical lead for the WHO in Geneva, Switzerland, at the meeting.

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Le 5 cose da sapere sul vaccino per la Covid-19

Di Giancarlo Sturloni

Dal 27 dicembre è cominciata la campagna vaccinale contro la COVID-19. Le prime dosi sono state destinate agli operatori sanitari e ai pazienti delle residenze per anziani, ma nei prossimi mesi l’intera popolazione italiana avrà la possibilità di vaccinarsi, secondo un programma che, pur con mille difficoltà, comincia a prendere forma. La vaccinazione non sarà obbligatoria ma fortemente consigliata, perciò ognuno sarà chiamato a fare una scelta. Abbiamo perciò raccolto le informazioni più importanti sui vaccini contro il coronavirus SARS-CoV-2.

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Riprende il progetto LightUP, ma la disinformazione animalista continua a ispirare i media

Di Juanne Pili

Perché la scienza non riesce a fare lobbying come i suoi detrattori? Il caso del progetto LightUp

All’inizio di giugno, dopo un lungo calvario mediatico e burocratico, il TAR del Lazio ha respinto le richieste di annullamento del progetto LightUp da parte della Lav (Lega antivivisezione). Si tratta di una ricerca condotta sui macachi al fine di studiare delle lesioni cerebrali che nell’uomo causano forme di cecità invalidanti. I responsabili, Marco Tamietto e Luca Bonini, avevano ottenuto i finanziamenti e l’autorizzazione da parte delle più importanti istituzioni competenti a livello europeo.

Nonostante questo, LightUp e i suoi ricercatori sono stati oggetto di polemiche, per lo più infondate, da parte dei movimenti animalisti che portano avanti le tesi contro la Sperimentazione animale. In particolare gli animalisti, tra cui anche la Lav, sostengono che i macachi utilizzati nelle sperimentazioni verrebbero resi ciechi attraverso metodi sperimentali non necessari.

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Leggi anche, sempre su OPEN ONLINE: A cosa serve il progetto LightUp

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Come si muovono acqua e inquinanti nel sottosuolo

Di Luisa Alessio

Il sistema idrico sotterraneo è composto dall’acqua dolce che penetra nel terreno e viene immagazzinata negli spazi tra le rocce o nella sabbia, terra e ghiaia.
Nel sottosuolo, l’acqua si può trovare in due zone: la zona insatura, immediatamente sotto la superficie terrestre, composta da roccia, acqua e aria; la zona satura, subito sotto quella insatura in cui tutti i pori e le fratture della roccia sono riempiti d’acqua. La zona satura si chiama falda o acquifero.

Ferdinando Manna è al G360 di Guelph (Canada) per studiare i processi di ricarica degli acquiferi e quali sono i fattori che influenzano il flusso verticale di acqua nella zona insatura.

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Il riscaldamento globale è più veloce dell’evoluzione, almeno per i pesci

Di Giulia Negri

Il nostro Pianeta si sta riscaldando, e la vita su di esso deve cercare in qualche modo di adattarsi alle nuove condizioni, in continua evoluzione. Ma se il global warming dovesse procedere in questo modo, senza rallentare, allora molte specie potrebbero avere difficoltà a tenere il passo. Secondo Fredrik Jutfelt, professore associato del Dipartimento di Biologia della Norwegian University of Science and Technology’s (NTNU), “sembra che in questo caso l’evoluzione sia più lenta del riscaldamento globale”. Jutfelt è a capo del gruppo di ricerca alla NTNU che ha pubblicato i risultati di uno studio sul tema sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science. Per quattro anni si sono dedicati a capire come il danio zebrato, un piccolo pesce tropicale d’acqua dolce detto anche pesce zebra (Danio rerio) e ampiamente usato come specie modello per gli studi scientifici, si adatti ai climi più caldi, e in particolare ai periodi estremamente torridi. “Si tratta del più ampio esperimento sull’evoluzione artificiale che sia mai stato effettuato sui vertebrati con particolare riferimento alla tolleranza al calore”, ha sottolineato Jutfelt in un comunicato.

Per quattro anni si sono dedicati a capire come il danio zebrato, un piccolo pesce tropicale d’acqua dolce detto anche pesce zebra (Danio rerio) e ampiamente usato come specie modello per gli studi scientifici, si adatti ai climi più caldi, e in particolare ai periodi estremamente torridi. “Si tratta del più ampio esperimento sull’evoluzione artificiale che sia mai stato effettuato sui vertebrati con particolare riferimento alla tolleranza al calore”, ha sottolineato Jutfelt in un comunicato.

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La scienza che verrà nel 2021

Di Marco Boscolo

Secondo l’adagio, Albert Einstein non si preoccupava troppo del futuro: “arriva sempre abbastanza presto”, diceva. Ma dopo un anno difficile come il 2020, con la pandemia di Covid-19 che ha condizionato le nostre esistenze e con la scomparsa prematura di un maestro del giornalismo scientifico come Pietro Greco, sembra che non sia mai abbastanza presto. Viene voglia di guardare al futuro prossimo del 2021 sperando che la definizione di “futuro” scritta da Ambrose Bierce nel suo Dizionario del Diavolo del 1906 sia vera: “quel periodo di tempo nel quale i nostri affari prosperano, i nostri amici sono sinceri e la nostra felicità è assicurata”. 

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Cari no-vax, i vaccini anti-COVID sono sicuri ed efficaci

Di Graziella Morace

Ci risiamo. Ancora una volta la chimica farmaceutica Loretta Bolgan, nota no-vax e consulente dell’associazione free-vax Corvelva, solita buttare discredito sui vaccini senza prove e che già si era distinta nel 2019 in una conferenza stampa alla Camera presentando uno studio (fasullo) che avrebbe trovato le prove che i vaccini sono altamente contaminati e pericolosi, ci racconta una sua verità, quella che ci verrebbe celata da malvagi non meglio identificati.

Dopo alcune esternazioni sui rischi legati ai vaccini a virus attenuati e sui vaccini ingegnerizzati (vaccini a mRNA e con virus vettore), presenti sulla pagina web dell’Ordine Nazionale dei Biologi da ottobre 2018, e tornate alla ribalta in questo periodo in cui sono cominciate le prime vaccinazioni con i nuovi vaccini anti COVID-19, che abbiamo già commentato, eccola tornare con un’intervista sulla rivista Affariitaliani.it del 15 dicembre, ripresa dal quotidiano sovranista L’unico il 17 dicembre. Stavolta la Bolgan ci mette in guardia dai rischi celati dietro il vaccino anti COVID-19, cioè reazioni autoimmuni, malattie del sistema nervoso e la possibilità che si verifichino alterazioni epigenetiche, capaci di modificare l’espressione dei nostri geni. Infine, ventila l’ipotesi che possa essere attaccato il sistema riproduttivo, con conseguente infertilità.

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