Tra stelle e montagne in Valle D’Aosta

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Nel Parco Nazionale Gran Paradiso si possono avvistare stambecchi, camosci, marmotte, aquile reali e, da poco, anche esemplari di gipeto e lince. Crediti immagine: Pixabay

COSTUME E SOCIETÀ – In Valle D’Aosta è molto facile passare delle vacanze all’insegna dell’approfondimento scientifico: parchi e riserve naturali, orti botanici, un osservatorio astronomico e un calendario di eventi che anima la stagione estiva con attività per tutte le età.

Il Parco Nazionale Gran Paradiso, un territorio di circa 70.000 ettari tra Valle D’Aosta e Piemonte, è forse il più conosciuto e rappresenta un luogo unico per l’osservazione di specie animali nel loro habitat naturale. Molto frequenti sono infatti gli avvistamenti di stambecchi (simbolo del parco), camosci, marmotte, aquile reali e, di recente, anche esemplari di gipeto e lince. Nel lato valdostano del Parco sono presenti tre centri visitatori (Cogne, Valsavarenche e Rhêmes-Notre-Dame) dove si possono approfondire i diversi aspetti naturalistici dell’area e…

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La dopamina aiuta anche il sistema immunitario

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Secondo questo studio la dopamina, il neurotrasmettitore prodotto dalle sinapsi nel sistema nervoso centrale e che permette alle cellule nervose di comunicare, entra in gioco anche nella produzione delle nostre difese immunitarie. Crediti immagine: Sbrools, Wikimedia Commons

RICERCA – Quando il nostro corpo si sente minacciato da un agente esterno, come per esempio un virus o un batterio, reagisce producendo anticorpi che hanno l’obiettivo di legarsi all’antigene presente sul virus o sul batterio in questione, permettendone l’eliminazione. Si tratta di un processo che deve avvenire il più rapidamente possibile affinché il nostro corpo riesca a debellare l’agente estraneo, che a sua volta si duplica molto velocemente nel nostro organismo.

Capire come accelerare questo processo per “battere sul tempo” il nemico è dunque importantissimo, specie nei casi in cui i processi di difesa del nostro corpo non funzionino come dovrebbero, finendo per autoattaccarci. È il caso, questo, delle note malattie autoimmuni

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Campus Party: tecnologia, innovazione e scienza a Milano

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EVENTI – Al via la prima edizione italiana di Campus Party: tre giorni di conferenze, workshop e sfide su tecnologia, innovazione, creatività e scienza 24 ore su 24, al MiCo – Milano Congressi. Per chi non…

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Il revival di un vecchio amaro

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Diffusione del virus Zika, gennaio 2016, U.S. Center for Disease Control and Prevention, dominio pubblico

IL PARCO DELLE BUFALE – Questa rubrica ha criticato i miracoli attribuiti al Trigno® e dell’AlkaWater® da ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità. Oggi si autocritica per aver dato l’impressione che dall’Istituto esca solo fumo.

La storia inizia nel Seicento, quando gli scopritori del Nuovo Mondo riportano nel Vecchio le bacche febbrifughe dell’albero della china, Cinchona officinalis. Per farla breve, la custode del Parco segnala solo che oltre all’antimalarico “Chinino dello Stato“, oggi clorochina privatizzata, ne derivarono acque toniche, vermut e amari. Dagli anni Sessanta l’idrossiclorochina, un analogo della clorochina, veniva prescritta per l’artrite rumatoide e il lupus eritematoso: in Italia la sua storia sembrava finita lì.

Quindici anni fa, iniziarono sul serio le ricerche sul riposizionamento (repurposing) dei farmaci, i tentativi di verificarne l’efficacia per condizioni diverse da quelle…

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Antartide, il vento è cambiato: così il ghiaccio si scioglie più velocemente

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AMBIENTE – L’Antartide si sta sciogliendo sempre più rapidamente e ora gli scienziati hanno individuato quello che potrebbe essere il meccanismo chiave di questa accelerazione. Il distacco del gigantesco iceberg, grande quanto il Lazio, dalla piattaforma di ghiaccio Larsen C lo scorso 12 luglio rappresenta un nuovo campanello d’allarme sulla salute dei ghiacci antartici e per i ricercatori dell’Arc Centre di Excellence for Climate System Science in Australia la colpa sarebbe del rafforzamento dei venti caldi che spirano dalla costa est antartica.

Larsen C. Crediti immagine: Esa/Copernicus Sentinel data

Gli scienziati, guidati da Paul Spence, nello studio pubblicato su Nature Climate Change spiegano che il rafforzamento dei venti sulla costa est dell’Antartide causa delle onde oceaniche, conosciute come onde di Kelvin, in grado di generare dei disturbi del livello del mare. Tali disturbi si propagano in tutto il continente ad almeno 700 chilometri orari, portando correnti marine calde a…

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Studio rivela: l’epigenetica influenza davvero i nostri discendenti

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Modifica della cromatina nella mosca della frutta usata nello studio. Crediti immagine: Max Planck Institute of Immunobiology and Epigenetics / Fides Zenk

SCOPERTE – Epigenetica: un termine nel quale non è difficile imbattersi negli ultimi tempi. Ma cosa significa? Come sappiamo, ognuno di noi eredita 23 cromosomi dalla madre e altrettanti dal padre, e questi cromosomi vanno a costituire il nostro patrimonio genetico (o genoma). Però ciò che siamo non è determinato solo dal genotipo: l’insieme dei nostri tratti fisici, il fenotipo, dipende da come i geni interagiscono con l’ambiente. Ed è qui che entra in gioco l’epigenetica ovvero tutte le modifiche chimiche a carico di DNA o regioni vicine che variano l’espressione genica, pur non alterando la sequenza dei nucleotidi. Più semplicemente, quei cambiamenti che influenzano il fenotipo senza alterare il genotipo.

Tali cambiamenti contrassegnano regioni specifiche del DNA in modo da attirare o tenere…

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Alla scoperta della riproduzione suicida nei mammiferi

Apperò… 14 ore continuate di amplesso… peccato che poi muoia… (felice? Forse…)

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800px-Agile_Antechinus_(Antechinus_agilis)_on_cloth,_close-up_from_frontRICERCA – Dura la vita per i maschi appartenenti ad alcune specie di Dasyuridae, una famiglia di marsupiali diffusa in Australia, Nuova Guinea e Sudamerica: trascorrono, infatti, la quasi totalità del loro ciclo vitale da individui sessualmente immaturi e, non appena hanno la possibilità di riprodursi, muoiono di stenti subito dopo l’accoppiamento. In queste specie, infatti, circa il 90% dei maschi rimane senza vita immediatamente dopo l’atto sessuale, mentre il restante 10% muore nei giorni successivi. In generale, solo i più fortunati riescono ad accoppiarsi con più di una femmina nell’arco di pochi giorni, mentre nessuno è in grado di affrontare due diverse stagioni riproduttive. La causa che determina la morte è proprio il lungo e debilitante accoppiamento, che in alcune specie può durare fino a 14 ore ininterrotte. Al termine della copula, infatti, il decesso sopraggiunge a causa del collasso del sistema immunitario, determinato dalla presenza nel sangue…

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