Alternativo a che?

A Luglio (1) vi avevo parlato di doppio cieco e di placebo. In sintesi, placebo significa: se io prendo qualcosa che penso mi faccia bene, mi sentirò meglio. E vale anche se il qualcosa lo do al figlio o al

cane. Ecco perché in ricerca medica si usa il doppio cieco di cui ho già parlato.

Avevo minacciato di tornare sull’argomento, ed eccoci qua…

Si parla tanto di medicina convenzionale e medicine alternative. A me non piace questa distinzione, preferisco parlare di medicina che funziona, con un effetto reale e verificabile, e medicina che non funziona ‘oltre il placebo’.

La medicina che funziona è quella che negli ultimi due secoli ci ha portato enormi miglioramenti in salute ed aspettativa di vita: antibiotici, antiinfiammatori, vaccini, antivirali eccetera.

L’altra medicina è quella che solletica il nostro bisogno di fantastico, ci fa sentire meglio, ma senza portare un reale miglioramento alla nostra salute ‘oltre il placebo’.

Tutte e due possono essere tranquillamente usate per tutti quei malanni che tanto guariscono da soli, come il raffreddore. L’effetto placebo è potente a sufficienza da farci sentire meglio anche se non prendiamo una vera medicina. Oltretutto, in molti casi i medicinali ‘veri’ non curano la malattia, che passa da sola, ma semplicemente mascherano i sintomi.

Una delle medicine ‘placebo’ più diffusa è l’omeopatia (2). Tanti credono che si tratti di rimedi naturali, di erbe, e che male non fa. Ma di che si tratta? La base (non dimostrata) è che se prendo una cosa che mi riproduce i sintomi di una malattia, se ne prendo una quantità diluita mi curerà quella malattia. Più diluita è, meglio è, al punto che i preparati omeopatici sono definiti tali solo dopo 12 diluizioni centesimali (CH), ed un CH200 è meglio di un CH30. Potete trovare i conteggi al link (3), ma già alla CH12 non troviamo più traccia del principio attivo originale! Per pura fortuna potremmo trovarne una molecola, sola soletta…

Ma di che principio attivo parliamo? Ci sono in effetti prodotti naturali, come l’arnica, usata per le contusioni. In questo caso, di solito creme, le concentrazioni non sono omeopatiche, e la definizione ‘preparato omeopatico’ è puro marketing. Altri rimedi usati sono la polvere di api (si, gli insetti essiccati e polverizzati), metalli, ed un tempo anche polvere di mummia o croste di lebbra.

A parte tutte le considerazioni sui principi attivi assenti, le loro diluizioni, il metodo di preparazione, la cosa più importante è: funziona?

Ebbene, in oltre 200 anni di ricerca NESSUNO è mai riuscito a dimostrare un qualsiasi effetto medicinale dei preparati omeopatici ‘oltre il placebo’, quindi, a tutti gli effetti pratici, prendere un granulo omeopatico o una pallina di zucchero è esattamente la stessa cosa (4).

Ma come detto prima, un preparato omeopatico ‘male non fa’ (anzi, per legge deve dimostrare di non avere effetti), quindi, che problema c’è?

Il problema, comune a tutte le diverse ‘medicine alternative’, è fondamentale: se vengono usate RIGOROSAMENTE solo per cose che guariscono da sé, e solo finché non ci sono rischi di complicazioni, bene. Ma se passa il messaggio che funzionano, poi è inevitabile le si usi anche per cose VERE, al posto di farmaci veri. Ed allora ci scappa il morto, come la cronaca insegna…

Un caro amico mi ha segnalato due casi da lui vissuti personalmente:
1. Amici che si curano con l’omeopatia. Gente seria, che non si sognerebbero di usarla per cose gravi, ma di fronte ad una tonsillite della figlia hanno proseguito con le goccioline magiche anche dopo i canonici tre giorni. Risultato: nefrite settica. Un medico internista mi conferma che i casi di nefrite da stafilococco, spariti da 40 anni, stanno ricomparendo, grazie alla passione per le medicine alternative
2. Conoscente cinquantenne, molto impegnata socialmente. Si ammala di polmonite, ma si sa gli antibiotici fan male, big pharma ecc. E quindi giù omeopatia. Si decide a ricoverarsi quando quasi non respira più. Muore dopo due giorni.

Per altri dettagli, vi raccomando la lettura dei link proposti.

Alla prossima!

  1. http://www.alessandrianews.it/opinioni/medicina-o-placebo-112922.html
  2. http://bufole.blogspot.it/2008/05/la-cura-dolce-forse-troppo.html
  3. http://bufole.blogspot.it/2011/02/dieci-alla-ventitre.html
  4. http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=101944
  5. http://oggiscienza.it/2011/02/09/acqua-fritta/
  6. http://medbunker.blogspot.it/search/label/omeopatia

Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre ero in viaggio tra Sirio e Nibiru, ho dovuto nascondere la mia identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vivo a Novi Ligure (AL) da quando ero bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ho iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente mi occupo di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adoro leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ho un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprii il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunsi l’attività di divulgazione che mi hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro... potete trovare i dettagli a questo link: http://goo.gl/ef4XsF
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