Corsa alle dighe sul Rio delle Amazzoni: che ne sarà della biodiversità?

OggiScienza

Amazon_CIAT_(2) La vista sulla foresta amazzonica vicino a Manaus, la capitale dello stato brasiliano di Amazonas. Fotografia di Neil Palmer/CIAT CC BY-SA 2.0

APPROFONDIMENTO – Negli ultimi 200 anni, negli Stati Uniti, sono state abbattute quasi 900 dighe per ristabilire il corso originario dei fiumi e ripristinare, per quanto possibile, le condizioni degli ambienti circostanti. Tra queste c’era anche l’enorme Glines Canyon Dam, che si innalzava nei suoi 60 metri di calcestruzzo sul fiume Elwha, impedendo la migrazione stagionale dei salmoni. Ma a fronte di questo “addio alle dighe” statunitense, molti paesi in America Latina, Africa e Asia stanno invece puntando su queste opere per la produzione di energia idroelettrica, per il consumo domestico e per l’esportazione. Si stima che i due terzi dei grandi fiumi del pianeta siano oggi alterati nel loro corso dalle dighe, con conseguenze che non riguardano solo l’ambiente ma la salute degli esseri umani…

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Informazioni su Claudio Casonato

Claudio Casonato Chimico prestato all'Information Technology, per passione mi occupo di scienza. Curo una rubrica su alessandrianews.it, e, dopo la pubblicazione, la riporto nel mio blog bufole.blogspot.com. E già che ci sono, aggiungo pensieri sparsi e varie amenità...
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