Microplastiche e rifiuti organici: la minaccia umana agli oceani

OggiScienza

1200px-Lady_Elliot_Island_SVII Anche i luoghi più inaccessibili degli oceani sono minacciati dall’inquinamento prodotto dalle attività umane. Crediti immagine: Underwater Earth / Catlin Seaview Survey, Wikimedia Commons

AMBIENTE – Che gli esseri umani siano il peggior nemico degli oceani non è certo una novità. Ogni anno Legambiente pubblica nuovi allarmanti dossier sullo stato di salute del nostro mare e delle nostre spiagge e le notizie non sono di certo buone. A farla da padrone è la plastica o, meglio, la microplastica, microscopici frammenti derivanti dalla degradazione di oggetti finiti in mare in grado di entrare nella catena alimentare e provocare danni consistenti agli ecosistemi marini. Tre nuovi studi condotti da altrettanti gruppi di ricerca aggiungono nuove allarmanti prove a conferma di quanto già noto ma troppo spesso dimenticato: le attività antropiche stanno irrimedibilmente intaccando anche i luoghi più inaccessibili degli oceani, ritenuti prima d’ora inviolabili e al sicuro.

La microplastica è servita

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Informazioni su Claudio Casonato

Claudio Casonato Chimico prestato all'Information Technology, per passione mi occupo di scienza. Curo una rubrica su alessandrianews.it, e, dopo la pubblicazione, la riporto nel mio blog bufole.blogspot.com. E già che ci sono, aggiungo pensieri sparsi e varie amenità...
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