Più carbonio e meno correnti nelle acque paleoceaniche

OggiScienza

750px-2085f_Japon_Hatoma Studiare il ciclo del carbonio presente negli antichi oceani può aiutare a comprendere i cambiamenti climatici. Crediti immagine: Psammophile, Wikimedia Commons

RICERCA – Occhi puntati sugli oceani antichi e sul loro contributo al ciclo del carbonio nell’ultimo numero di Nature Communications, che pubblica due articoli mirati proprio ad analizzare l’accumulo del carbonio nelle acque oceaniche di 20 000 anni fa. I risultati restituiscono un’immagine diversa da quanto precedentemente ipotizzato. Al culmine dell’ultima era glaciale la circolazione di calore, nutrienti e composti del carbonio era molto più lenta del previsto, permettendo un accumulo di carbonio maggiore e più duraturo rispetto agli oceani moderni.

Perché studiare il ciclo del carbonio del passato? Innanzitutto, per il ruolo fondamentale che questo elemento riveste nelle variazioni climatiche globali dato che la COè uno dei principali gas serra. Inoltre, poter ricostruire i cambiamenti climatici del passato è fondamentale per comprendere perché il clima di…

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Informazioni su Claudio Casonato

Claudio Casonato Chimico prestato all'Information Technology, per passione mi occupo di scienza. Curo una rubrica su alessandrianews.it, e, dopo la pubblicazione, la riporto nel mio blog bufole.blogspot.com. E già che ci sono, aggiungo pensieri sparsi e varie amenità...
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