L’Amazzonia ora teme le attività umane

OggiScienza

AMBIENTE – I programmi per la conservazione della biodiversità forestale amazzonica si sono a lungo concentrati sull’obiettivo di ridurre la deforestazione. Un recente studio pubblicato su Nature, che ha raccolto i dati di una ricerca durata due anni, scardina i principi sui quali si sono basati molti dei programmi di tutela che hanno interessato l’Amazzonia, ponendo l’accento sull’importanza di gestione  delle attività antropiche come l’accensione dei fuochi o la caccia,  per salvaguardare lo stato di salute del polmone verde del pianeta.

Finora si partiva dall’ipotesi sbagliata: la deforestazione non è l’unica causa di perdita di biodiversità nell’ecosistema amazzonico e il ruolo delle attività umane, come la raccolta selettiva di legname o la caccia, non dev’essere sottovalutato. Per svolgere lo studio, i ricercatori hanno prelevato campioni appartenenti a circa 2000 specie differenti (1.538 piante, 460 specie di uccelli e 156 di scarabei stercorari) da 36 bacini forestali nello stato del Parà…

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Informazioni su Claudio Casonato

Claudio Casonato Chimico prestato all'Information Technology, per passione mi occupo di scienza. Curo una rubrica su alessandrianews.it, e, dopo la pubblicazione, la riporto nel mio blog bufole.blogspot.com. E già che ci sono, aggiungo pensieri sparsi e varie amenità...
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