L’impronta umana pesa sui Paesi in via di sviluppo

OggiScienza

Log-barge-Borneo_s-CREDIT-Oscar-Venter Soltanto il 3% delle aree del pianeta ad alta biodiversità è attualmente esente dalla pressione delle attività umane. Un carico di legname nel Borneo. Crediti immagine: Oscar Venter

AMBIENTE – Ogni specie animale o vegetale esistita ha lasciato tracce del suo passaggio sul pianeta, ma l’impronta umana è forse l’unica ad aver avuto una capacità distruttiva sugli ecosistemi e la biodiversità. Uno studio pubblicato su Nature Communications dimostra che l’impronta ecologica umana non è cresciuta più rapidamente dell’aumento di popolazione, nel periodo compreso tra il 1992 e il 2009. Lo human footprint è però pesato maggiormente negli ambienti caratterizzati da un più alto livello di biodiversità e nei Paesi dove il reddito pro capite è medio-basso.

Come precisa il World Wild Life, ogni azione quotidiana effettuata dagli esseri umani ha un prezzo per il pianeta. Un prezzo che non si esprime però in denaro, ma in termini di…

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Informazioni su Claudio Casonato

Claudio Casonato Chimico prestato all'Information Technology, per passione mi occupo di scienza. Curo una rubrica su alessandrianews.it, e, dopo la pubblicazione, la riporto nel mio blog bufole.blogspot.com. E già che ci sono, aggiungo pensieri sparsi e varie amenità...
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