Il cervello conserva l’immagine della mano amputata

OggiScienza

A white plastic mannequin hand lit from the upper left side of the image in a store window. Two other palms are visible out of focus in the foreground and background. La sindrome dell’arto fantasma è la continua percezione di sensazioni da parte di un arto anche dopo la sua amputazione. Crediti immagine: Horia Varlan, Flickr

SCOPERTE – Il nostro cervello possiede una mappa dettagliata delle nostre mani e delle dita, che continua a esistere per decenni anche dopo un’amputazione. Questo è quanto emerge da uno studio dell’Università di Oxford, pubblicato sulla rivista eLife, che potrebbe avere importanti conseguenze sulla realizzazione di protesi di nuova generazione.

Tamar Makin, responsabile del gruppo di ricerca, ha spiegato in un comunicato: “Si  è a lungo pensato che l’immagine che il cervello possiede della nostra mano, situata nella corteccia somatosensoriale primaria, potesse essere rimpiazzata solo da un regolare input sensoriale proveniente dalla mano stessa. Nei libri di testo si apprende infatti che questa immagine viene sovrascritta qualora venga bloccato l’input sensoriale primario, ovvero la mano. Se questo però fosse vero, le persone…

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre era in viaggio tra Sirio e Nibiru, ha dovuto nascondere la sua identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vive a Novi Ligure (AL) da quando era bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ha iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente si occupa di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adora leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ha un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprì il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunse l’attività di divulgazione che lo hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro
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