Meat Paradox, o di come dissociamo la mucca dalla bistecca

OggiScienza

Di fronte alla carne lavorata, dunque meno riconoscibile, ci è più facile allontanarci dall’idea di un animale morto e proviamo meno empatia. Lo stesso quando non c’è la testa: l’idea della morte è ben più lontana e l’opzione vegetariana diventa meno attraente. Crediti immagine: smilingpixel, Pixabay

SCOPERTE – Quando mangiamo carne, che si tratti di una sugosa bistecca, di salsicce o alette di pollo grigliate, lo facciamo senza pensare all’animale dal quale provengono. C’è chi direbbe che mangiamo in uno stato di negazione, in cui non vogliamo ricordarci come ciò che c’è nel nostro piatto vi sia arrivato. Il che è la logica conseguenza del “come” ci procuriamo da mangiare: arriviamo al banco frigo o macelleria del supermercato e acquistiamo bovini sotto forma di hamburger, polli sotto forma di petti o fettine sottili. Davvero di rado portiamo a casa qualcosa con ancora la testa attaccata o le viscere, perché…

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Informazioni su Claudio Casonato

Claudio Casonato Chimico prestato all'Information Technology, per passione mi occupo di scienza. Curo una rubrica su alessandrianews.it, e, dopo la pubblicazione, la riporto nel mio blog bufole.blogspot.com. E già che ci sono, aggiungo pensieri sparsi e varie amenità...
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