L’editing genetico migliora la vista dei ratti con retinite pigmentosa

OggiScienza

161116144134_1_900x600 Una nuova tecnica di editing genetico ha permesso di sostituire un gene danneggiato nelle cellule della retina di topi, migliorando la vista degli animali. Crediti immagine: Salk Institute

SCOPERTE – Al Salk Institute di La Jolla gli scienziati sono riusciti a restituire una parte della visione a dei roditori praticamente ciechi, sfruttando una nuova tecnica di editing genetico di loro invenzione che sarebbe “dieci volte più efficace degli altri metodi nell’incorporare nuovo DNA nelle colture di cellule”. Si tratta di qualcosa di completamente nuovo, spiega Juan Carlos Izpisua Belmonte del Salk’s Gene Expression Laboratory in un comunicato, perché “per la prima volta possiamo entrare nelle cellule che non si dividono e modificare il DNA a piacimento. Le possibili applicazioni sono numerose”. Lo studio è stato appena pubblicato su Nature.

La differenza rispetto al solo “taglia e cuci” della famosa CRISPR-Cas9 sta proprio nelle cellule prese di mira…

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Informazioni su Claudio Casonato

Claudio Casonato Chimico prestato all'Information Technology, per passione mi occupo di scienza. Curo una rubrica su alessandrianews.it, e, dopo la pubblicazione, la riporto nel mio blog bufole.blogspot.com. E già che ci sono, aggiungo pensieri sparsi e varie amenità...
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