Trovate “api marine” che impollinano le piante acquatiche

OggiScienza

thalassia_testudinum_turtle_grass_south_pigeon_creek_estuary_san_salvador_island_bahamas_3_15859724719 La pianta acquatica Thalassia testudinum è visitata regolarmente da animali impollinatori. Crediti immagine: James St. John, Wikimedia Commons

SCOPERTE – L’impollinazione è il processo chiave nella riproduzione delle spermatofite, cioè le piante che producono semi e costituiscono la quasi totalità del verde che ci circonda. Il trasporto di polline dall’apparato riproduttivo maschile a quello femminile richiede necessariamente un vettore; spesso questo compito è assolto da animali oppure, con minore efficienza, dal vento. In ambiente acquatico, dove api, colibrì e pipistrelli non possono arrivare, si riteneva che la dispersione del polline fosse affidata alle turbolenze marine o alla corrente dei fiumi. Uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications da ricercatori della Università Nazionale Autonoma del Messico ha rivoluzionato questa convinzione, documentando sperimentalmente che nel periodo di fioritura, la pianta acquatica Thalassia testudinum è regolarmente visitata da alcuni organismi che possono essere considerati dei veri e propri impollinatori marini.

Non si devono confondere le piante acquatiche, o idrofite, con le alghe. Le…

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre era in viaggio tra Sirio e Nibiru, ha dovuto nascondere la sua identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vive a Novi Ligure (AL) da quando era bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ha iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente si occupa di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adora leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ha un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprì il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunse l’attività di divulgazione che lo hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro
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