Commenti (tristi) sulla Ryder Cup

Altra digressione ‘fuori tema’, ma da golfista principiante è un argomento che mi interessa…

Come avrete sentito, ci sono forti polemiche per un fondo di garanzia (soldi che, a meno di problemi, NON saranno spesi dallo stato) di 100 milioni richiesto per confermare l’assegnazione della Ryder Cup 2022 all’Italia. E temo proprio che NON verrà confermata…

Il golf in Italia è poco seguito, ma è uno degli sport più praticati al mondo, con un indotto di turismo da capogiro. Cosa potrebbe significare la Ryder giocata in Italia lo spiega molto bene un amico golfista di lungo corso in questo suo commento su un forum golfistico (dati da lui citati a memoria, da verificare, ma il succo resta valido anche se i numeri fossero leggermente sbagliati).

Anzitutto, fonte wikipedia, i mondiali di calcio del 90 sono costati, attualizzando la spesa, SETTE MILIARDI DI EURO. E ci hanno mangiato, in mazzette, in tantissimi.

L’expo è costato 2,2 miliardi di euro.

Le olimpiadi hanno un costo tra i 10 e i 20 MILIARDI di euro.

I 150 milioni di euro per la Ryder, per quanto possano sembrare una somma alta, sono nulla, specie se 100 sono una fideiussione per 10 anni.

I vantaggi per l’Italia?

Beh, forse per il calzaturificio di Treviso (e io sono di Treviso) non ci potrà essere alcun ritorno…anzi aspetta…la Geox è di Treviso…e fa anche scarpe da golf… vuoi mai che..?

Ma il problema effettivo e che sembra trascurato è quello legato al turismo.

Qualche anno fa ho giocato e cenato con uno dei dirigenti di una delle società di revisione più importanti del mondo (una delle concorrenti di KPMG che ha redatto gli studi sull’utile previsto).

Alla domanda, sorta spontanea, di quale potrebbe essere un buon rimedio per l’economia italiana, non ha avuto dubbi: l’Italia è il paese con il maggior potenziale turistico ma che viene sfruttato in modo ridicolo.

La cosa allucinante è che il nostro sud Italia avrebbe tutte le potenzialità per essere una meta fissa di vacanzieri da tutto il nord Europa per il turismo golfistico (Austria, Germania, Scandinavia, GB etc.) eppure….quanti vengono in Italia per turismo golfistico? Pochissimi.

Hai idea di quanto vale il turismo golfistico e di dove vadano i giocatori, specie d’inverno?

Te lo dico io: sud della Spagna, Algarve, Canarie, Palma de Mallorca e persino il Marocco.

Ogni volta che sono andato lì a giocare c’era quasi difficoltà a trovare tee times.

E non perché ci giocassero i giocatori delle isole canarie, ma perché c’erano inglesi, tedeschi, svedesi etc.

Perché non vengono in Italia?

Semplice, perché i campi che ci sono non vengono adeguatamente pubblicizzati e perché al sud, dove fa caldo tutto l’anno, non ce ne sono.

In Sardegna ci sono 3/4 campi (is arenas ha riaperto?)

A Gran Canaria (grande come Cagliari o poco più) ce ne sono OTTO.

A Tenerife (l’isola vicina) una decina.

A Palma de Mallorca quasi una ventina.

Insomma, se può essere vero che la Ryder cup la guarderanno meno italiani rispetto a quanti guardano 90° minuto serie B ( e sarebbe comunque un numero enorme), ci saranno 500.000.000 di case da tutto il mondo sintonizzate a guardare la Ryder cup in ITALIA.

E quanti diranno anche: “ma dai, l’Italia è al centro del mondo del golf, perché non andiamo a giocare lì?”

Non è un expo o un mondiale che durano un mese e poi finisce tutto.

Qui si potrebbe costruire un turismo solido per decenni.

Mi sembra assurdo che venga tutto ridotto ai 3 giorni di gara.

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre era in viaggio tra Sirio e Nibiru, ha dovuto nascondere la sua identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vive a Novi Ligure (AL) da quando era bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ha iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente si occupa di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adora leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ha un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprì il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunse l’attività di divulgazione che lo hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro
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