L’inquinamento degli oceani ha toccato il fondo

OggiScienza

La differenza nella concentrazione di PCB tra i campioni prelevati in due Fosse oceaniche tiene in considerazione la prossimità alla grande chiazza d’immondizia del Pacifico. Crediti immagine: Maxence, Flickr

RICERCA – Le conseguenze delle attività dell’essere umano sull’ambiente sono ovunque e si possono riscontrare negli angoli più remoti del Pianeta Terra, anche nei punti più profondi degli oceani. È quanto emerso da uno studio, condotto da un team delle Università britanniche di Aberdeen e Newcastle, pubblicato su Nature Ecology & Evolution.

I ricercatori hanno eseguito delle analisi sulla concentrazione di inquinanti organici persistenti nelle popolazioni di crostacei dell’ordine degli anfipodi, che popolano il fondale di due delle fosse oceaniche più profonde in assoluto, la Fossa delle Marianne e la Fossa delle Kermadec, entrambe nell’Oceano Pacifico. In tutti i crostacei analizzati, prelevati a profondità variabili tra i 7.000 e i 10.000 metri, sono state riscontrati livelli estremamente alti…

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Informazioni su Claudio Casonato

Claudio Casonato Chimico prestato all'Information Technology, per passione mi occupo di scienza. Curo una rubrica su alessandrianews.it, e, dopo la pubblicazione, la riporto nel mio blog bufole.blogspot.com. E già che ci sono, aggiungo pensieri sparsi e varie amenità...
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