Fang blenny, il morso che stordisce

OggiScienza

Un Meiacanthus nigrolineatus nuota nel Mar Rosso. Fotografia di Richard Smith, Oceanrealimages

AMBIENTE – A guardarlo negli occhi con attenzione, il pesce in foto sembra quasi sfidare chi lo guarda ad avvicinarsi. Come se stesse serbando qualcosa. E in effetti è così.

I fang blenny, anche noti come poison-fang blenny e sabre-tooth blenny, sono quello che si dice un nomen omen. Si tratta di piccoli pesci del genere Meiacanthus, famiglia Blenniidae (quelle che in italiano sono note come bavose) e famosi tra gli appassionati di acquari, lunghi appena una manciata di centimetri. Ma armati di “grossi” denti. Due canini che spuntano dalla mandibola e non sono certo i denti a sciabola che il nome di questi pesci fa presagire (fang in inglese significa zanna), se non fosse per un dettaglio: sono collegati a ghiandole velenifere.

Il loro veleno è in grado di far crollare…

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre era in viaggio tra Sirio e Nibiru, ha dovuto nascondere la sua identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vive a Novi Ligure (AL) da quando era bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ha iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente si occupa di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adora leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ha un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprì il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunse l’attività di divulgazione che lo hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro
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