DNA ambientale per studiare le migrazioni dei pesci

OggiScienza

Gli scienziati al lavoro con i campioni di DNA ambientale raccolti nei fiumi newyorkesi. Fotografia di Mark Stoeckle

AMBIENTE – Qualche tempo fa abbiamo parlato delle straordinarie possibilità offerte dal DNA ambientale (eDNA), che permette per esempio di sfruttare i campioni idrici usati per le analisi chimiche come piccole librerie di biodiversità, utili per conoscere le specie che vivono in un determinato ecosistema. Il ragionamento alla base è molto semplice: ogni organismo lascia una traccia del suo passaggio e quella traccia può essere localizzata nel DNA ambientale.

I primi a dimostrarlo sono stati gli scienziati dell’Università di Zurigo, che nel 2016 hanno pubblicato i risultati su Nature Communication in un vero e proprio studio pioniere dell’eDNA

Ed è proprio in tale direzione che vanno gli studi scientifici: per la prima volta gli scienziati della Rockefeller University hanno mappato la presenza e le migrazioni dei pesci basandosi interamente su questo tipo…

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Informazioni su Claudio Casonato

Claudio Casonato Chimico, lavoro nella sicurezza in una industria chimica, e per passione mi occupo di scienza. Curo una rubrica su alessandrianews.it, e, dopo la pubblicazione, la riporto nel mio blog bufole.blogspot.com. E già che ci sono, aggiungo pensieri sparsi e varie amenità...
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