Le tegnùe da pericolo per la pesca a patrimonio di biodiversità

OggiScienza

Le tegnùe hanno proliferato soprattutto in prossimità degli antichi corsi d’acqua dolce che sono stati sommersi dall’acqua fino a formare una sorta di laguna. Crediti immagine: Museo delle Tegnùe, Museo di Storia Naturale di Venezia

AMBIENTE – I pescatori del litorale veneziano le chiamano in dialetto tegnùe, letteralmente trattenute, perché le reti a strascico vi restano impigliate e dalla fine del Settecento sono oggetto di studio per le loro peculiarità rispetto all’uniformità piatta e sabbiosa dei fondali del mare Adriatico. Le tegnùe si trovano unicamente in questa zona del Mediterraneo e, dal 2002, le tegnùe di Chioggia sono protette grazie a un decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali: considerate oasi di biodiversità dove la pesca è interdetta, sono diventate Zona di Tutela Biologica.

La ricerca promossa dall’Istituto di Scienze Marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ismar-CNR), si è avvalsa delle competenze di un team…

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Informazioni su Claudio Casonato

Claudio Casonato Chimico prestato all'Information Technology, per passione mi occupo di scienza. Curo una rubrica su alessandrianews.it, e, dopo la pubblicazione, la riporto nel mio blog bufole.blogspot.com. E già che ci sono, aggiungo pensieri sparsi e varie amenità...
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