Clonazione umana?

È recente la notizia che l’Accademia delle scienze cinese ha clonato due macachi, chiamati Zhong Zhong e Hua Hua. È la prima volta che gli scienziati riescono a clonare un primate, e questo risultato potrebbe aprire la strada alla clonazione umana.

Foto tratta da http://www.lastampa.it

O meglio, questa porta è stata aperta nel 1996 con la creazione della pecora Dolly, ma è stata tenuta chiusa da motivazioni etiche. Gli esperimenti del 1998 in Corea del Sud, fatti su cellule uovo umane, furono interrotti alle primissime suddivisioni, appunto per ragioni etiche, e la ricerca non aveva comunque lo scopo di clonare un essere umano quanto quello di creare cellule staminali per uso medico.

Intanto definiamo che significa ‘clonazione’: è la copia di un essere vivente effettuata duplicando il DNA prelevato dall’originale. Tecnicamente ci sono diversi metodi; quello che al momento sembra essere il più promettente è chiamato SCNT, Somatic cell nuclear transfer (Trasferimento del nucleo di cellule somatiche).

Si prende una cellula uovo, si toglie il nucleo e lo si sostituisce con il nucleo di una cellula somatica del ‘donatore’. Poi con terapie, che da quanto capisco sono diverse da specie a specie, si ‘attiva’ la divisione cellulare, e finalmente si impianta l’uovo, ora embrione, in una madre ospite. Il risultato è un essere geneticamente identico al donatore, che, comunque, avrà il suo sviluppo indipendente.

Il risultato non è sicuro: in Cina sono partiti con 79 embrioni per ottenere 6 gravidanze e 2 nascite.

Se si facesse su un essere umano, il ‘clone’ sarebbe del tutto identico al donatore? Geneticamente e fisicamente si, con le stesse variazioni che ci sono tra gemelli omozigoti. Caratterialmente no, perché il carattere, la personalità si forma nel tempo, in funzione degli stimoli e dell’educazione. Non sarebbe quindi un semplice ‘doppione’, bensì una persona con la sua unica individualità.

A cosa servono questi esperimenti di clonazione? Si sarebbe potuta fare la stessa domanda ad Alessandro Volta per i suoi studi sull’elettricità, e la risposta è la stessa: per imparare!

Oggi non sappiamo a cosa potranno portare gli esperimenti in corso. Ci sono già degli obiettivi concreti, come creare cellule staminali, oppure generare linee di animali identici che permetterebbero studi medici più accurati e verificabili.

Certamente è un campo che solleva importanti questioni etiche, tanto che una risoluzione del 2005 delle Nazioni Unite invita gli Stati membri «a proibire tutte le forme di clonazione umana, dal momento che sono incompatibili con la dignità umana e la protezione della vita umana».

Nella letteratura di fantascienza sono stati esplorati vari aspetti della clonazione (e della manipolazione del DNA). Si va da civiltà che ne fanno un avanzato uso medico, estremamente etico, a orrori quali società composte da una casta dominante di superuomini che dominano il mondo con supersoldati clonati insensibili a dolore e fatica, e serviti da diversi tipi di ‘schiavi’, creati per svolgere compiti specifici.

L’etica la facciamo noi, e noi dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra progresso delle conoscenze e controllo degli esperimenti. Un compito difficile che richiede conoscenza, responsabilità e saggezza. E che NON richiede decisioni populistiche basate su reazioni emotive (e magari false informazioni).

Come al solito, vi lascio qualche link di approfondimento.

Alla prossima!

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre ero in viaggio tra Sirio e Nibiru, ho dovuto nascondere la mia identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vivo a Novi Ligure (AL) da quando ero bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ho iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente mi occupo di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adoro leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ho un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprii il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunsi l’attività di divulgazione che mi hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro... potete trovare i dettagli a questo link: http://goo.gl/ef4XsF
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