Alla ricerca di una cura per il cuore infartuato, grazie ai microRNA

A oggi non esiste un farmaco in grado di curare completamente lo scompenso cardiaco, ovvero la condizione nella quale verte il cuore umano che ha subito un infarto del miocardio. Eppure l’infarto miocardico è la causa più frequente di mortalità e morbilità nel mondo occidentale: in Italia, nella popolazione compresa tra i 35 e i 74 anni, i decessi causati da una cardiopatia ischemica sono il 12% di quelli totali, mentre i decessi per infarto acuto rappresentano l’8%. Vari filoni di ricerca sono attivi su questo fronte, per poter arrivare in futuro a curare – e non solo trattare – il cuore infartuato. Uno di questi riguarda i microRNA e ne parliamo con Pierluigi Lesizza, ricercatore all’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) di Trieste, primo autore di un recente studio sul tema pubblicato sulla rivista Circulation Research.

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre ero in viaggio tra Sirio e Nibiru, ho dovuto nascondere la mia identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vivo a Novi Ligure (AL) da quando ero bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ho iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente mi occupo di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adoro leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ho un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprii il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunsi l’attività di divulgazione che mi hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro... potete trovare i dettagli a questo link: http://goo.gl/ef4XsF
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