Rospi invasivi in Madagascar: le specie locali sono quasi tutte vulnerabili

Di Eleonora Degano

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Duttaphrynus melanostictus è un rospo asiatico, diventato specie invasiva in Madagascar dopo un’introduzione accidentale. Fotografia di Benjamin Marshall

ANIMALI- Una specie invasiva è un problema grave, ma lo è ancora di più se si diffonde in un luogo tra i più ricchi di biodiversità del pianeta. I protagonisti di questa storia sono il rospo asiatico Duttaphrynus melanostictus e il Madagascar, grande isola al largo della costa Sud-orientale africana e scrigno di un’immensa ricchezza biologica e numerose specie endemiche tra anfibi, rettili, uccelli, invertebrati e i famosi lemuri.

Secondo le analisi genetiche questi anfibi arrivano da Thailandia, Vietnam oppure Cambogia e gli abitanti di Tamatave, seconda città del Madagascar e suo porto più importante, li vedono in giro almeno dal 2010. Ma il rospo ha attirato l’attenzione degli scienziati appena nel 2014 e i conservazionisti hanno iniziato a realizzare il potenziale distruttivo della specie sulla fauna locale: D. melanostictus non è solo resistente, versatile e fecondo (le femmine depongono fino a 40 000 uova due/ tre volte l’anno) ma spruzza pericolose tossine difensive. Se un serpente o un lemure dovesse provare a mangiarsi questo rospo, potrebbe essere il suo ultimo pasto.

Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre ero in viaggio tra Sirio e Nibiru, ho dovuto nascondere la mia identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vivo a Novi Ligure (AL) da quando ero bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ho iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente mi occupo di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adoro leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ho un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprii il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunsi l’attività di divulgazione che mi hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro... potete trovare i dettagli a questo link: http://goo.gl/ef4XsF
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