Un approccio radicalmente diverso all’entanglement

Vincenzo Senzatela

Il grosso problema dell’entanglement non è tanto a livello teorico ma è a livello sperimentale e consiste soprattutto nel modo in cui comprendere che uno stato della materia è “entanglato”. Crediti immagine: Pixabay

TRIESTE CITTÀ DELLA CONOSCENZA – L’entanglement è uno dei fenomeni più strani legati alla fisica quantistica e anche uno dei più promettenti nell’ambito delle applicazioni tecnologiche. Quando dallo sviluppo della nuova fisica di inizio secolo emerse la possibile esistenza di questo fenomeno, più di qualche scienziato si mostrò perplesso. Una delle caratteristiche più peculiari legate all’entanglement è infatti la possibilità di una trasmissione di informazioni non solo a velocità maggiore della luce, ma di fatto istantanea, una sorta di teletrasporto. Lo stesso Einstein, che era molto scettico riguardo alla validità della meccanica quantistica, usò proprio l’entaglement e le strane conseguenze a cui dava luogo per metterla in discussione. Oggi, tuttavia, l’esistenza del fenomeno è stata verificata con grande accuratezza ed è stato riprodotto in molti esperimenti. Da tempo si stanno studiando le sue possibili applicazioni in ambito tecnologico, dai computer quantistici al campo delle comunicazioni. Tuttavia tranne che per sistemi molto semplici rimane un fenomeno molto difficile da studiare in quanto richiede misure di enorme complessità.

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre ero in viaggio tra Sirio e Nibiru, ho dovuto nascondere la mia identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vivo a Novi Ligure (AL) da quando ero bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ho iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente mi occupo di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adoro leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ho un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprii il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunsi l’attività di divulgazione che mi hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro... potete trovare i dettagli a questo link: http://goo.gl/ef4XsF
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