Informarsi è utile

Informarsi è utile: questo ha risposto un’amica a un mio commento nel quale equiparavo l’efficacia di reiki e fiori di Bach all’effetto placebo.

Per la precisione, questa amica, in un post di un suo problema di salute (che spero risolva presto e bene), ha scritto: Io comunque mi faccio tanto Reiki e prendo i fiori di Bach, per superare il trauma e lo spavento.

Al che io rispondo, con faccina che ride: Reiki e fiori di Bach? Potenza del placebo…

La reazione al mio commento è questa: Potenza delle energie naturali . Vuoi saperne più di un medico? Claudio? Dott. E. Bach.informarsi è utile. Tutte le terapie naturali sono utili.

Ovviamente io non ne so più di un medico, però so che le teorie di Edward Bach sono piuttosto datate (lui è morto nel 1936), e so che nella letteratura scientifica non si trovano studi referati, in doppio cieco, che dimostrino un effetto dei rimedi di Bach superiore al placebo. Un articolo pubblicato nel 2010 sullo Swiss Medical Weekly analizza una serie di studi, con risultati deludenti. Anche questo studio, da PubMed, equipara i fiori di Bach al placebo.

Ma, come dice giustamente la mia amica, informarsi è utile. Il fatto che non ci siano studi che dimostrino senza dubbio un’efficacia superiore al placebo non ci deve fermare, quindi andiamo a vedere cosa sono i rimedi di Bach e come si preparano.

C’è un articolo del CICAP al riguardo, ma è noto come il CICAP sia considerato dai fautori dei ‘rimedi alternativi’ una bieca associazione di miscredenti… e quindi da non considerare. (personalmente, prima di buttarvi su una qualsiasi bellissima terapia osteggiata dai poteri forti, vi suggerisco di andare a cercare informazioni su www.cicap.org)

Anche Stefano della Casa ha scritto un articolo su Wired, e anche questo non è proprio favorevole.

Vi invito quindi a leggere cosa scrive il sito web di riferimento per le terapie ideate da Edward Bach. Io trovo che le descrizioni dei diversi ‘rimedi’ e del loro uso siano ‘illuminanti’.

E’ interessante anche leggere la pagina di Wikipedia dedicata a questa pratica, dove si trova la descrizione dei metodi di preparazione, da cui vi riporto questo breve brano:

È necessario lavorare in una giornata calda e soleggiata nel periodo di massima fioritura della pianta. I fiori vanno raccolti sul posto senza essere toccati con le mani e, recidendoli con delle forbici, si fanno cadere i boccioli in un recipiente di vetro fine da 300 ml riempito di acqua pura, avendo cura di coprire con essi la superficie della bacinella.
Quindi si lasciano macerare al sole per 4 ore (in Italia, dove l’insolazione è maggiore che nelle Isole britanniche, ne sono sufficienti 3); in questo modo il sole trasferirebbe la vibrazione del fiore all’acqua sottostante. Terminato tale periodo si filtra l’acqua dei fiori con un filtro di carta in una bottiglia da 1 litro aggiungendo una pari dose di cognac (o brandy), che serve per la conservazione. Il liquido ottenuto è chiamato tintura madre dei Fiori di Bach.

La tintura madre viene poi usata per preparare le bottigliette ‘stock’ da 20 ml che si trovano in commercio, composte da 10 ml di brandy, 10 ml di acqua e 2 gocce di tintura madre.

Con queste bottigliette ‘stock’ si preparano i ‘flaconcini di trattamento’: una bottiglietta contagocce da 30 ml in cui si mettono 2 gocce di stock, componendo un bouquet di al massimo 7 fiori (quindi al massimo 14 gocce), completando con un cucchiaino di brandy o cognac o aceto di mele e riempiendo con acqua. Da questi flaconcini di trattamento si assumono almeno 4 gocce 4 volte al giorno.

Se vi siete persi nelle diluizioni, o non vi fidate di quanto scrivo (e fate bene), andate a leggere i diversi manuali disponibili, ovviamente prendendo quelli offerti dal centro Bach ufficiale.

Bene: adesso siete informati, e potete trarre le vostre conclusioni e comportarvi di conseguenza. Dopotutto, la salute e i soldi sono i vostri.

Vi ricordo solo che, come per reiki, omeopatia e le tante altre cosiddette ‘terapie naturali’ o ‘alternative’ che sono sempre più di moda, resta valido il concetto che se qualcosa dimostra di funzionare (in studi referati e in doppio cieco, non per aneddotica), allora funziona e fa parte della medicina. Se invece non ci sono dimostrazioni verificate di efficacia, il rischio di buttare soldi e salute è reale.

Saluti

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre ero in viaggio tra Sirio e Nibiru, ho dovuto nascondere la mia identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vivo a Novi Ligure (AL) da quando ero bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ho iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente mi occupo di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adoro leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ho un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprii il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunsi l’attività di divulgazione che mi hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro... potete trovare i dettagli a questo link: http://goo.gl/ef4XsF
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