L’incubo di Hill House. Ovvero come non si fa un’indagine sul paranormale

Articolo di Monia Marchettini

Ormai di Hill House parlano tutti. Grazie alla recente serie di Netflix Hill House (2018),  sono ritornati in auge i due film: Gli invasati (The Haunting, 1963, regia di Robert Wise) e Haunting – Presenze (The Haunting, 1999, regia di Jan de Bont) ed il libro da cui tutto ha avuto inizio, L’incubo di Hill House (1959) di Shirley Jackson (1916-1965) edito in Italia da Adelphi (2004).[1]

La storia è quella di un esperimento che dovrebbe attestare la presenza di spiriti in una casa, Hill House, appunto. Un professore invita tre “cavie” a soggiornare con lui nella villa per l’estate, dove pare accadano cose misteriose.

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre ero in viaggio tra Sirio e Nibiru, ho dovuto nascondere la mia identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vivo a Novi Ligure (AL) da quando ero bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ho iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente mi occupo di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adoro leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ho un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprii il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunsi l’attività di divulgazione che mi hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro... potete trovare i dettagli a questo link: http://goo.gl/ef4XsF
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