Meno snack alle casse per ridurre il consumo di cibo spazzatura

Francesca Camilli

COSTUME E SOCIETÀ – Uno studio pubblicato su PLOS Medicine ha infatti indagato gli effetti di questa pratica e ha registrato una diminuzione del numero di confezioni di snack acquistate per essere mangiate a casa. Nel caso di alimenti consumati sul momento, il risultato è stato ancora più radicale. L’indagine, guidata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge, si è svolta nel Regno Unito tra il 2013 e il 2017 e ha riguardato nove grandi catene di supermercati, tra i quali Tesco, Sainsbury’s, Lidl e Waitrose.

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre ero in viaggio tra Sirio e Nibiru, ho dovuto nascondere la mia identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vivo a Novi Ligure (AL) da quando ero bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ho iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente mi occupo di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adoro leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ho un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprii il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunsi l’attività di divulgazione che mi hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro... potete trovare i dettagli a questo link: http://goo.gl/ef4XsF
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