A proposito di TAV

E’ finalmente disponibile la tanto discussa ‘Analisi costi-benefici’ (cliccate qui per il PDF completo) richiesta dal ministro Toninelli a un gruppo di esperti dichiaratamente No-TAV, e i risultati finali sono, come era lecito aspettarsi, contro la realizzazione dell’opera.

Non voglio entrare nel discorso politico legato alla TAV (che conosco e seguo da molti anni), e neppure sull’opportunità o meno di agevolare le comunicazioni ferroviarie est-ovest.

Nel rapporto ci sono però alcune affermazioni che mi lasciano molto perplesso, per non dire fortemente critico.

Vengono iscritte come ‘costi’ i mancati introiti per le accise sui carburanti e per i pedaggi autostradali. Oggettivamente è vero, passare traffico da gomma a rotaia significa certamente consumare meno combustibile e non pagare autostrada, ma considerando che il petrolio è un bene in esaurimento, tagliarne il consumo (anche se di poco) secondo me è una cosa che deve essere fatta.

Il rapporto inoltre ridimensiona drasticamente le valutazioni ecologiche dell’opera. In poche parole, per quanto ne capisco io, gli esperti affermano che la riduzione dell’inquinamento data dalla TAV è minima, e che è meglio puntare sulle riduzioni di inquinanti portate dal miglioramento dei mezzi di trasporto. A parte che il loro confronto tra centraline a fondo valle e quelle vicine ai tratti autostradali potrebbe anche voler dire che ormai il fondo di inquinamento è talmente diffuso da non avere più grosse differenze, io continuo a preferire opere che l’inquinamento, anche se di poco, lo riducano.

Scrivono anche che:

  • Con riferimento alla problematica dell’inquinamento atmosferico si può da ultimo osservare che i flussi veicolari internazionali rappresentano una quota molto modesta del totale dei traffici a livello locale/regionale. Come termine di paragone si pensi che a fronte dei circa 5.000 veicoli giornalieri al traforo del Fréjus di cui poco più di 2.000 mezzi pesanti, sulla “tangenziale” di Torino transitano ogni giorno oltre 300mila veicoli di cui circa il 20% sono mezzi pesanti.

Di quei 60.000 veicoli pesanti che ogni giorno passano in tangenziale a Torino (non metto in dubbio che il numero sia esatto), avendo a disposizione un sistema TAV-TAP efficiente ed integrato, quanti ne rimarrebbero? Magari con una seria politica di disincentivazione del trasporto su gomma?

Viene portato come un fattore da considerare a sfavore della TAV il prossimo raddoppio del traforo del Fréjus, che permetterà un maggior passaggio di mezzi pesanti, e quindi… perché fare un passaggio su rotaia? A parte le vecchie proteste dei valligiani ‘No Doppia Canna’ che a quanto pare non sono state considerate, se viene considerato positivo il raddoppio della capacità di transito su gomma, e si usa questo per affossare la rotaia, io rinuncio a capire…

Ribadisco il punto principale: il petrolio è in esaurimento, e non sappiamo per quanto tempo dovremo farci baste quello che ci resta. Alternative al momento ce ne sono poche, e sulle lunghe distanze faccio fatica a trovare opzioni migliori dei treni.

Spero che altri, più esperti e preparati di me, siano in grado di aiutarmi a trovare un senso in questo rapporto…

PS: riporto un brano dal rapporto che mi lascia interdetto:

  • A titolo di esempio, si stima che, in media lungo tutta la giornata, la durata dei viaggi dei veicoli tra Milano e Parigi si riduca di 2′ e 20″; quelli tra Milano e Lione si accorcerebbero di 1′ e 20″ e il tempo di attraversamento della tangenziale di Torino diminuirebbe di circa 5″.

Qualcuno è in grado di spiegarmi come sono arrivati a valutare 5 secondi di risparmio di tempo?

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre ero in viaggio tra Sirio e Nibiru, ho dovuto nascondere la mia identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vivo a Novi Ligure (AL) da quando ero bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ho iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente mi occupo di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adoro leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ho un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprii il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunsi l’attività di divulgazione che mi hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro... potete trovare i dettagli a questo link: http://goo.gl/ef4XsF
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Una risposta a A proposito di TAV

  1. Morelli Carlo LuigiGiuseppe ha detto:

    Raddoppio Frejus e realizzazione TAV: forse gli estensori dello studio hanno considerato che il raddoppio di un tratto, benché su gomma, ma di un percorso stradale già esistente, abbia un impatto ambientale inferiore rispetto alla creazione ex-novo di un tragitto in territorio naturale al momento esente da opere di urbanizzazione viabilistica. Sia pur destinato alla più nobile rotaia.
    Petrolio: all’interno di un’analisi di fattibilità economico-finanziaria e di impatto ambientale, come suppongo fosse il documento, non credo sarebbe stato logico inserire un pur nobile intento di riduzione del consumo di petrolio in quanto “bene in esaurimento”.
    Il bilancio della analisi è chiamato a considerare i vantaggi-svantaggi localistici, e da lì certamente ad estendere la valutazione includendo gli interessi dell’intera nazione, ma è un po’ eccessivo pensare che possa includere e risolvere delle problematiche quasi escatologiche, già di per se stesse di difficile soluzione, e per giunta su scala mondiale.
    Sarebbe un po’ come pretendere di subordinare l’esecuzione dell’opera anche al possesso di un indice positivo nell’abbattimento delle patologie rare.
    E dell’America latina per giunta.

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