Asperger, l’importanza di una diagnosi anche da adulti

Eleonora Degano

Sarebbe utile che qualcuno ti spiegasse perché un’etichetta ufficiale potrebbe esserti utile per il tuo futuro”. A dirlo è Milly, una delle tre giovani ragazze Asperger delle quali parla Fiona F. Bullivant, infermiera specializzata in salute mentale, nel suo ultimo libro. Un ostacolo, forse, risiede proprio nel considerare la diagnosi come un’etichetta negativa. Qualcosa che limita, che resta appiccicato. Perché cercare una diagnosi formale, magari ormai adulti? Se lo si chiede ai diretti interessati, ai tanti adulti nello spettro che possono raccontare la propria esperienza, le parole chiave che emergono sono positive: sollievo, comprensione, accettazione.

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre ero in viaggio tra Sirio e Nibiru, ho dovuto nascondere la mia identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vivo a Novi Ligure (AL) da quando ero bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ho iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente mi occupo di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adoro leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ho un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprii il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunsi l’attività di divulgazione che mi hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro... potete trovare i dettagli a questo link: http://goo.gl/ef4XsF
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