Come funzionano (e a cosa servono davvero) i test sierologici per la COVID-19

di Giancarlo Sturloni

Il 4 maggio, in concomitanza con l’inizio della cosiddetta fase 2, prenderà il via anche l’attesa indagine sierologica per mappare la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2 nella popolazione italiana. Si tratta di un’analisi del sangue effettuata su un campione di 150 mila persone per stabilire quanti hanno davvero contratto la malattia, magari senza neppure sviluppare i sintomi. È un’indagine importante dal punto di vista epidemiologico, ma gli esperti mettono in guardia dalla tentazione di usare i risultati per assegnare “patenti di immunità” o per gestire l’uscita dal lockdown, perché ancora non sappiamo se e quanto gli anticorpi proteggano da una seconda infezione. Ecco dunque come funzionano i test sierologici e a cosa servono davvero.

La ricerca degli anticorpi

Esistono vari tipi di test sierologici, più o meno affidabili ma tutti progettati per il medesimo scopo: individuare nel siero sanguigno la presenza di anticorpi sviluppati dal sistema immunitario in risposta al coronavirus SARS-CoV-2. Se il test risulta positivo, significa che la persona è stata contagiata e l’esposizione al virus ha stimolato la produzione di anticorpi; se invece è negativo significa che non è entrata in contatto con il virus.

Continua a leggere su OggiscienzaCome funzionano (e a cosa servono davvero) i test sierologici per la COVID-19

Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre ero in viaggio tra Sirio e Nibiru, ho dovuto nascondere la mia identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vivo a Novi Ligure (AL) da quando ero bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ho iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente mi occupo di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adoro leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ho un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprii il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunsi l’attività di divulgazione che mi hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro... potete trovare i dettagli a questo link: http://goo.gl/ef4XsF
Questa voce è stata pubblicata in Reblog. Contrassegna il permalink.