Umani e delfini: cosa succede quando si immergono

Di Giulia Negri

Quando ci immergiamo, il nostro organismo mette in atto tutta una serie di adattamenti, per ottimizzare le risorse a disposizione e per resistere in apnea per più tempo di quanto non si riesca a fare fuori dall’acqua. È chiamato “riflesso d’immersione”, è una risposta che si verifica in quasi tutti i mammiferi, e più in generale in numerosi vertebrati, e se ne ha conoscenza dall’Ottocento. Secondo molti il pioniere sarebbe stato Paul Bert, nel 1870, nel corso di alcuni esperimenti sugli adattamenti fisiologici all’asfissia nelle anatre e altri animali. Eppure le origini di questa scoperta sembrerebbero risalire a un secolo prima: Edmund Goodwyn, un medico inglese che studiò all’Università di Edimburgo, aveva già descritto questo fenomeno nella sua tesi di dottorato, pubblicata nel 1786 in latino e nel 1788 in inglese.

Il riflesso di immersione nell’essere umano

Nel momento in cui il nostro viso tocca l’acqua fredda, per stimolazione termica di alcuni recettori che si trovano su fronte, naso e intorno agli occhi, per prima cosa il battito del nostro cuore rallenta. Seguono vasocostrizione periferica selettiva, aumento della pressione arteriosa, aumento della gettata cardiaca e splenocontrazione (spremitura della milza). Tutti questi adattamenti sono temporanei e reversibili non appena torniamo sulla terraferma, e servono per rifornire il più possibile di ossigeno i nostri organi più importanti: cuore, cervello, fegato e reni. Il fatto che la nostra pressione arteriosa aumenti dimostra come il riflesso d’immersione nell’uomo sia un meccanismo di adattamento imperfetto: nei mammiferi marini questo non si verifica, soprattutto perché la vasocostrizione periferica è dalle 4 alle 10 volte superiore che nel subacqueo. In più, non bisogna dimenticare che la struttura del corpo umano non è concepita per ambienti ad alta pressione.

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre ero in viaggio tra Sirio e Nibiru, ho dovuto nascondere la mia identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vivo a Novi Ligure (AL) da quando ero bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ho iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente mi occupo di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adoro leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ho un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprii il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunsi l’attività di divulgazione che mi hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro... potete trovare i dettagli a questo link: http://goo.gl/ef4XsF
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