Coronavirus: un problema anche dare un nome

Di Ewen Callaway

In sintesi: si scoprono continuamente nuove varianti del coronavirus SARS-CoV-2, e alcune di queste possono essere preoccupanti. Sta diventando un problema anche trovare un modo per denominare queste varianti in modo strutturato, sia per poterle definire meglio dal punto di vista epidemiologico che per evitare di associare una variante a una nazione specifica.

Continua a leggere su Nature: ‘A bloody mess’: Confusion reigns over naming of new COVID variants

A health worker writes name of a person on a tube after collecting swab sample for COVID-19 test, India.
New variants of the coronavirus SARS-CoV-2 are being identified around the world.Credit: David Talukdar/NurPhoto/Getty

Would a virus by any other name spread so fast? As scientists identify more and more potentially worrying variants of the coronavirus SARS-CoV-2, they are grappling with just what to call them. At a 12 January World Health Organization (WHO) meeting devoted to coronavirus variants, health officials and researchers started hashing out a new naming system.

“I think all of us are becoming very confused by the different variant names,” said Maria Van Kerkhove, an infectious-disease epidemiologist and COVID-19 technical lead for the WHO in Geneva, Switzerland, at the meeting.

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Informazioni su Claudio Casonato

Naufragato su questo pianeta mentre ero in viaggio tra Sirio e Nibiru, ho dovuto nascondere la mia identità nei panni dell’umano Claudio, classe 1962. Vivo a Novi Ligure (AL) da quando ero bambino. Dopo il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, ho iniziato a lavorare nell’industria delle vernici, prima in un gruppo americano, poi in uno olandese, con incarichi che hanno spaziato dalla ricerca e sviluppo al marketing all’IT. Attualmente mi occupo di prevenzione e sicurezza in una azienda, sempre di vernici, in provincia di Alessandria. Adoro leggere di tutto un po’, soprattutto fantascienza e fantasy, ed ho un forte interesse per libri e riviste di carattere scientifico. Nel 2005 scoprii il CICAP, e grazie al loro aiuto e supporto, alle letture scientifiche aggiunsi l’attività di divulgazione che mi hanno portato a curare una rubrica su un periodico e su un sito web locali, ad organizzare varie conferenze, spettacoli di magia della scienza per i bambini, ed addirittura un libro... potete trovare i dettagli a questo link: http://goo.gl/ef4XsF
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