Convivere con gli elefanti, grazie alle api

Splendido!

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Con il suo lavoro Lucy King ha trovato il compromesso per la convivenza di umani ed elefanti, uno degli aspetti più critici in molti progetti di conservazione. Fotografia di Elephants and Bees

SPECIALE MAGGIO – Nel 2006 Lucy King, biologa dell’Università di Oxford, iniziava a studiare il conflitto tra esseri umani ed elefanti (Loxodonta africana) nel territorio dello Tsavo National Park, in Kenya. Ogni anno, in un periodo che coincideva più o meno con la stagione secca, gli elefanti della savana si spingevano vicino ai villaggi e devastavano le colture, mangiando quanto trovavano e causando danni ingenti ai contadini locali. Alla prima visita ne seguivano di solito molte altre, perché trovata una fonte di cibo i grossi pachidermi non esitavano a tornare per mangiare di nuovo.

Così King decise di esplorare con uno studio scientifico un possibile deterrente: le api mellifere africane (Apis mellifera scutellata)…

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Rifiorisce il commercio dell’acqua alcalina

Perché quando leggo ‘naturopata’ mi si drizzano le antenne?

OggiScienza

L’AlkaWater è stato inventato da Stefano Fais, il direttore del Reparto farmaci antitumorali del Dipartimento del farmaco dell’ISS. Si tratta di “un innovativo ed esclusivo integratore liquido concentrato alcalino, che aggiunto all’acqua da bere è utile per elevare il pH dell’acqua potabile”.

IL PARCO DELLE BUFALE – Nel 2016 Stefania Meschini dell’Istituto Superiore di Sanità vantava durante una tournée di conferenze le proprietà antitumorali del Trigno, un alcol di prugnolo del Molise con un po’ di amminoacidi in attesa di  brevetto e di evidenza scientifica. Proprietà ancora da dimostrare nell’uomo, precisava l’ISS in un comunicato stampa. Anche perché l’alcol uccide le cellule, tumorali o meno.

Il Trigno è passato di moda, sostituito dall’AlkaWater

un innovativo ed esclusivo integratore liquido concentrato alcalino, che aggiunto all’acqua da bere è utile per elevare il pH dell’acqua potabile,

Da un buon decennio sono in vendita prodotti analoghi o più miracolosi, però…

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La scalata verso la relatività: i matematici fondamentali per Einstein

OggiScienza

STRANIMONDI – Carl Friedrich Gauss, Bernhard Riemann, Gregorio Ricci Curbastro, Tullio Levi Civita, Marcel Grossman, Élie Joseph Cartan, Hermann Minkowski, David Hilbert, Henri Poincaré e infine lui, Albert Einstein. In periodo di Giro d’Italia consideriamo questa “squadra” di nove matematici e un fisico come un team ciclistico: i nove matematici sono i gregari – e che gregari: si consideri questo termine nella sua accezione ciclistica più nobile e positiva – che supportano il capitano Einstein verso la fine della tappa, massacrante, della formulazione della teoria della relatività.

Il riferimento al ciclismo non è casuale. Molto spesso si fa riferimento alla bicicletta come uno sport sostanzialmente individuale e, ancor peggio, solitario, dove si è da soli contro tutti: non è così, visto che molto spesso i grandi campioni hanno bisogno del coraggio, della tenacia e del talento dei loro compagni di squadra. La stessa cosa avviene nella scienza: troppo spesso descritta…

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La scienza in sella

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Gli studi sui cavalli, in ambito etologico ma non solo, possono aiutarci a rendere l’equitazione un’attività piacevole e stimolante per entrambi. Cavaliere e cavallo. Foto Pixabay

APPROFONDIMENTO – Nel rapporto quotidiano con gli animali non sempre pensiamo in modo scientifico. Di fronte a un cane o un gatto abbiamo imparato a leggere i segnali di un possibile malessere e con gli animali “da fattoria” siamo sempre più sensibili, specialmente quando scopriamo che cognitivamente hanno varie capacità in comune con Fido.

Il cavallo, al nostro fianco da più di 5.000 anni, gode molto meno dei progressi della ricerca. Ma gli studi non mancano: una review intitolata Riders impact on equitation (L’impatto dei cavalieri nell’equitazione) ha da poco fatto il punto, trattando gli aspetti che possiamo migliorare. Abbiamo colto l’occasione per fare una chiacchierata con Rachele Malavasi, etologa equina e consulente scientifica nell’ambito dell’equitazione etica. Come approcciarsi all’equitazione privilegiando il…

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Tumore al seno: chiariti nuovi meccanismi per terapie più efficaci

OggiScienza

Lo sviluppo tumorale dipende dagli estrogeni: il più efficace trattamento farmacologico prevede l’impiego di molecole in grado di inibire la produzione di questi ormoni. Crediti immagine: Difu Wu, Wikimedia Commons

TRIESTE CITTA’ DELLA SCIENZA – Le cellule cancerogene della mammella sono caratterizzate dal possedere tre tipi di recettori: il recettore dell’estrogeno (ER), il recettore del progesterone (PR), e l’HER2/neu. Nel caso dei tumori al seno ER+, dove cioè le cellule tumorali posseggono recettori per gli estrogeni e che rappresenta più del 70% dei tumori al seno, lo sviluppo tumorale dipende dagli estrogeni, e per questa ragione il più efficace trattamento farmacologico prevede l’impiego di molecole in grado di inibire appunto la produzione di questi ormoni, agendo sull’enzima che catalizza la loro sintesi.

Su questo filone di ricerca si inserisce il lavoro di un gruppo di ricercatori della SISSA e dell’Istituto Officina dei Materiali (IOM) del CNR di Trieste, svolto in…

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Un raffreddamento transitorio e strettamente locale

OggiScienza

Una mappa termica della NASA ottenuta da sensori satellitari.

IL PARCO DELLE BUFALE – Si ringrazia il signor Rinaldo Sorgenti per aver raccomandato quale fonte di informazione “scientifica” il blog del tenente colonnello G. Guidi, ingiustamente trascurato dalla presente rubrica.

Su segnalazione di una lobby britannica del petrolio e del carbone il 14 aprile scorso, in Italia alcuni siti specializzati nel negare l’effetto serra dei gas serra hanno accolto con deplorevole ritardo compensato da un lodevole entusiasmo un’analisi della temperatura nella Penisola antartica fra il 1998 e il 2015 pubblicata in febbraio da Marc Oliva e colleghi su una rivista dedicata “all’ambiente e al suo rapporto con l’umanità”.

Secondo gli autori, il 1999 segna un punto di svolta. Sarebbe iniziata una tendenza al raffreddamento di 0,4-0,9°C a decennio. C’è un margine d’incertezza consistente tra 0,4 e 0,9, è vero, ma è difficile calcolare una media decennale quando si scelgono 16 anni…

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Troppi segnali stradali: il cervello s’impalla?

OggiScienza

Di fronte a informazioni contrastanti, il nostro cervello ha bisogno di molta attenzione per prendere una decisione. Crediti immagine: Emilio Labrador, Flickr

SCOPERTE – Capita di imboccare una di quelle rotonde strapiene di cartelli per ogni uscita, che indicano direzioni diverse, località differenti, a volte la stessa località in due direzioni diverse. Capita di arrivare ad un incrocio carico di informazioni e frecce. E capita anche di farsi due o tre giri di quella rotonda o di mancare l’incrocio giusto. Insomma, di fronte a un certo numero di cartelli che indicano direzioni diverse e rispettive direzioni da poter seguire o indicazioni contraddittorie – una situazione piuttosto comune sulla strada – il cervello di un automobilista potrebbe anche avere un momento di crisi.

“A quale automobilista – spiega Alberto Zani, responsabile del Laboratorio di Imaging Elettrofunzionale Cognitivo dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche –…

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